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Reply To: Returning to the Void,” with mythologist Norland Telléz, Ph.D.”

#74601

Tutto chiaro, tutto bello! Grazie, alla Campbell Foundation, di questa conversazione così rara e preziosa! A questo punto, come contributo a una più ampia mito-transculturazione, credo sia giusto accostare al testo dei Popol Vuh il celebre Nāsadīya sukta, inno cosmogonico detto della ‘Creazione’ – 129, mandala del ṚgVeda:

Non esisteva, al principio, né l’Essere/ né il Non-essere, né l’Aria o il Cielo eccelso;/ Chi si mosse ? E dove o chi lo mosse ?/ Dov’era l’Acqua profonda, abissale ? / Morte non v’era, né immortalità;/ nessun divario fra la Notte e il Giorno;/ Uno solo spirava per la sua Forza/altro non esisteva oltre a quell’Uno./ Tenebra avvolta da Tenebra v’era,/ un oceano incosciente; quel Principio/ cosmico ch’era serrato nei Molti/quale Uno, se stesso generò/ mediante la potenza del suo Tapas./L’Uno sortì dapprima come Kāma,/ il primevo Germoglio della mente;/i bardi meditanti, in cuore trovarono/ nel Non-essere ciò che fonda l’Essere./Trasversale si estese il loro Raggio;/ qualcosa sopra e pur qualcosa sotto:/ Fecondatori e generanti Forze/Energia sotto, impulso sopra./ Chi sa davvero, chi potrebbe dire/ donde si originò questa creazione ?/ Al di qua di questo sono gli dei/ Chi dunque sa da dove è venuta in essere ?/ Donde sorse il creato ? Lo produsse/ colui che è il reggitore celestiale ?/ Egli certo lo sa, seppur l’ignori.” [traduzione, con lieve ritocco, di Tommaso Iorco, La Calama Ed. 1997]

Assieme a molte analogie col testo del Popol Vuh, qui si è invece lontani dal testo biblico, in particolare per due aspetti: l’Autogenerazione dell’Uno mediante ardore (Tapas ), e il suo immediato manifestarsi come Kāma, Desiderio; e per altre due circostanze: i ṛsi , i saggi che trovano l’essere a partire dal non-essere sono più vicini ai taoisti, e l’impotente o meravigliosa autoironia, con cui si dubita che il Demiurgo ‘sappia’ della creazione.